Sakineh, qualcosa continua a non andare
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha confermato l’impegno dell’Italia nel salvare la vita a Sakineh, la donna iraniana condannata alla pena di morte per lapidazione. “La sollecitazione forte del nostro Paese – ha detto - continua a essere intensa in modo che non si compia un atto così altamente lesivo dei principi di libertà e di difesa della vita”
4 AGO 20

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha confermato l’impegno dell’Italia nel salvare la vita a Sakineh, la donna iraniana condannata alla pena di morte per lapidazione. “La sollecitazione forte del nostro Paese – ha detto - continua a essere intensa in modo che non si compia un atto così altamente lesivo dei principi di libertà e di difesa della vita”.
Anche il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha condannato il comportamento di Teheran: “Sono scioccato di come i diritti delle donne siano calpestati in certi paesi. La lapidazione di Sakineh è un atto efferato che non ha giustificazione morale nè religiosa. Per l'Unione Europea i diritti umani non sono negoziabili”.
Immediata la replica dall'Iran. L'omicidio e l'adulterio “sono due crimini gravi commessi da questa donna e non devono diventare una questione di diritti umani”, ha replicato dal ministero degli Esteri il portavoce Ramin Mehmanparast. “Se rilasciare tutti coloro che hanno commesso un omicidio – ha aggiunto - e' una questione di diritti umani, allora i Paesi europei dovrebbero rilasciare tutte le persone che si sono macchiate di tale crimine”.
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Immediata la replica dall'Iran. L'omicidio e l'adulterio “sono due crimini gravi commessi da questa donna e non devono diventare una questione di diritti umani”, ha replicato dal ministero degli Esteri il portavoce Ramin Mehmanparast. “Se rilasciare tutti coloro che hanno commesso un omicidio – ha aggiunto - e' una questione di diritti umani, allora i Paesi europei dovrebbero rilasciare tutte le persone che si sono macchiate di tale crimine”.
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